CESENATICO. Cesenatico al centro delle strategie per la "Macroregione adriatico-ionica-Eusair". Coinvolte 8 nazioni che vi si affacciano, 13 regioni italiane e un bacino di 70 milioni di abitanti. Il potenziale di Eusair sta oltre che nell'integrazione tra Paesi e regioni che si affacciano da una sponda all'altra dell'Adriatico e dello Ionio, negli strumenti finanziari esistenti per supportare i progetti di sviluppo nell'area. Per sostenere questa sfida, già nel 2018 ci saranno a disposizione decine di milioni di euro per finanziare nuove iniziative di sviluppo.

L'iniziativa

L'iniziativa svoltasi ieri al palazzo del turismo ha visto la partecipazione di ministri e rappresentanze di Croazia, Italia, Slovenia, Grecia e, fuori dalla Ue, Montenegro, Albania, Bosnia-Herzegovina e Serbia. E' stata promossa dalla presidenza del consiglio e dal Comune in collaborazione con CassaDepositi e Prestiti, Banca Europea per gli Investimenti e Centro studi "Leonardo Melandri".

La strategia italiana

L'Italia da giugno ha la governance della strategia. La conferenza infatti è stata l'occasione per fare il punto su quanto fatto fino ad oggi, in termini di progetti e finanziamenti, e soprattutto su quello che si intenderà fare nei prossimi anni per la Macroregione Adriatico-Ionica (in sigla Eusair). Presente tra i relatori il sindaco Matteo Gozzoli. A guidare i lavori, al cospetto delle delegazioni straniere, è stato il sottosegretario di governo agli affari europei, Sandro Gozi, che è stato anche il promotore dell'evento.

I temi trattati

Nel corso del convegno si è posto l'accento su settori e strategie per i progetti e la richiesta di finanziamento: ambiente, economia del mare, grandi infrastrutture, ma anche cultura e turismo. «Si è aperta una nuova storia di successi per l'Europa - si dice certo Gozi - Non crediamo all'Europa della piccole patrie ma piuttosto della macroregioni». E assicura: «Il probelma non sono i soldi, quelli ci sono, piuttosto occorre avere le idee, le capacità e i progetti». Poi l'indicazione su come l'Italia e l'Emilia Romagna debbano partecipare all'Europa da protagonisti: una regione aperta all'Europa innanzitutto e al mondo balcanico e orientale, così come è stato nella storia. Con l'Adriatico e lo Ionio come via di collegamento e interscambio. E nel dettaglio Gozi cita la scuola, la cultura, il territorio. E poi la qualità della vita, la bontà delle produzioni agroalimentari, il know how, ma anche il progresso tecnologico: aspetti per i quali sono riconosciuti all'Italia che si affaccia sull'Adriatico e in particolare all'Emilia Romagna una leadership. Tra gli strumenti per lanciare Eusair è stato riconosciuto il ruolo del settore privato, nello sviluppo della regione Adriatico-Ionica. Si tratta di una strategia integrata dell'Unione Europea, nata nel 2014, che coinvolge regioni e nazioni differenti, con l'obiettivo di sviluppare in maniera equilibrata e sostenibile lo spazio adriatico-ionico seguendo 4 pilastri: crescita blu; connettività-infrastrutture; qualità ambientale; turismo sostenibile. Il mare, dunque, inteso come risorsa da tutelare ma anche prezioso volano di sviluppo.

Articolo di Antonio Lombardi pubblicato sul Corriere Romagna di domenica 29 ottobre 2017